Sveglio non significa attento
Hai presente quella sensazione dopo una lunga giornata, quando pensi “sono solo un po’ stanco, ma posso guidare”? È proprio lì che nascono molti errori di valutazione. La stanchezza al volante è una delle cause più sottovalutate di incidenti stradali in Svizzera — e non riguarda solo chi guida per lavoro o di notte. Anche un conducente attento, con patente di categoria B o categoria A, può perdere lucidità dopo ore di guida o mancanza di sonno.
Restare “svegli” non basta: per essere davvero attenti serve energia, concentrazione e la capacità di reagire in tempo.
1. Stanchezza al volante: un pericolo invisibile
Molti pensano che il colpo di sonno sia raro, ma la realtà è diversa. Secondo i dati della sicurezza stradale svizzera, una parte significativa degli incidenti gravi avviene proprio per stanchezza o distrazione. Il corpo manda segnali precisi — palpebre pesanti, bruciore agli occhi, sbadigli frequenti, difficoltà a mantenere la corsia — ma spesso li ignoriamo perché “manca poco all’arrivo”.
In quei momenti, la mente rallenta e le reazioni diventano più lente. Un piccolo ritardo nel frenare o una distrazione di due secondi possono trasformarsi in un incidente. E no, aprire il finestrino o alzare la musica non serve: sono rimedi temporanei e inefficaci.
Un istruttore direbbe: “La stanchezza non si comanda, si rispetta.”
2. La turbosiesta: il trucco dei professionisti della strada
C’è un rimedio semplice, efficace e scientificamente provato: la turbosiesta. È una mini-pausa di 15–30 minuti che permette al cervello di ricaricarsi e riattivare la concentrazione.
Ecco come funziona:
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Appena senti i primi segnali di stanchezza, fermati in un’area di sosta sicura.
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Spegni il motore e togli le chiavi.
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Imposta una sveglia sul telefono a 15–30 minuti massimo. Dormire più a lungo rischia di farti svegliare intontito.
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Dopo il risveglio, prenditi qualche minuto per riattivarti prima di ripartire.
Questa pausa è l’unico metodo davvero efficace contro la stanchezza al volante. Non servono caffè a litri o playlist motivanti: solo un breve sonno rigenerante.
Molti autisti professionisti, ma anche istruttori di guida, la praticano regolarmente durante i viaggi lunghi. È un’abitudine semplice che può letteralmente salvarti la vita.
3. Le cause della stanchezza (e come evitarle)
La stanchezza alla guida non dipende solo dal sonno mancato. Può essere causata da:
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turni di lavoro irregolari;
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pasti troppo abbondanti prima di mettersi al volante;
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lunghi viaggi senza pause;
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farmaci che riducono la vigilanza (anche da banco);
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disturbi come l’apnea notturna o la depressione.
Per ridurre i rischi, segui alcune regole d’oro:
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Dormi a sufficienza prima di partire, specialmente se il viaggio è lungo.
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Fai pause regolari ogni due ore: scendi dall’auto, muoviti, bevi acqua.
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Evita di guidare tra mezzanotte e le 6 del mattino, le ore più critiche per la concentrazione.
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Controlla gli effetti collaterali dei farmaci su siti ufficiali come farmaci-al-volante.ch.
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Se noti sonnolenza diurna frequente, consulta un medico: potrebbe esserci una causa fisiologica da trattare.
Ricorda: ammettere di essere troppo stanco per guidare non è un segno di debolezza, ma di responsabilità.
4. Sveglio, attento e consapevole: la mentalità giusta alla guida
Nei corsi di sensibilizzazione alla circolazione (VKU), uno dei messaggi più forti è proprio questo: la guida non è solo una questione di tecnica, ma di consapevolezza.
Essere svegli non significa essere pronti. L’attenzione è una risorsa che si consuma con il tempo e si ricarica solo con il riposo. Un conducente esperto sa quando è il momento di fermarsi. Durante l’esame o nella vita reale, ciò che conta non è “resistere” ma saper riconoscere i propri limiti.
Chi guida moto (categoria A) deve essere ancora più prudente: la stanchezza influisce sull’equilibrio, sulla percezione della velocità e sulla capacità di reagire agli imprevisti.
Come dicono sempre gli istruttori di RoadUp: “Meglio arrivare dieci minuti dopo che non arrivare affatto.”
La prevenzione della stanchezza al volante è parte integrante della guida sicura. Fermarsi, dormire, ascoltare il proprio corpo: gesti semplici che fanno la differenza.
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Ricorda: la sicurezza non è solo un obbligo, è un atteggiamento.



